mercoledì 2 novembre 2011

La terra palestinese diventa patrimonio dell' umanita'

 
Consensi e malumori durante la votazione a Parigi

di Paola Bisconti

Nonostante l’assemblea generale abbia riconosciuto la Palestina come membro dell’organizzazione Onu, sono state numerose le dichiarazioni di chi non ha accettato il verdetto. Lunedì 31 ottobre nella sede di Parigi infatti a vincere sono stati i 107 voti favorevoli contro i 14 contrari, ma è proprio fra questi che si sono alzate le voci più forti. Israele parla di “tragedia” e non crede che tale vittoria palestinese possa aprire ad un futuro di pace. Ancora più drastica è la risposta degli Stati Uniti, che hanno provveduto a sospendere i finanziamenti di circa 60 milioni di dollari nei confronti dell’Unesco impoverendo le loro casse del 22%.

Ma se si considera che tra i voti favorevoli compaiono i nomi della parte del mondo che cresce (Cina, India, Brasile, Sud Africa, Russia e Paesi Arabi) si intravedono spiragli di ottimismo. Nel limbo degli indecisi vi sono invece l’Italia e la Gran Bretagna, astensioni interpretate come non-decisioni e che hanno contribuito ad aumentare la confusione tra gli stati europei, apparsi decisamente spaccati durante l’assemblea.

Ciò che conta alla fine è lo stato d’animo dei palestinesi, che si dichiarano fiduciosi e ottimisti. Sono consapevoli che la tutela dei beni come la Casa della Natività o l’orto del Getsemani non potrà modificare sostanzialmente la loro quotidianità, ma se i loro tesori saranno riconosciuti come tali allora la Palestina potrà sperare in un ingresso nelle Nazioni Unite. Tale traguardo significherebbe finalmente una tutela dei diritti umani e la possibilità di appellarsi contro qualsiasi tipo di sopruso.

Le dichiarazioni contrarie alla decisione dell’assemblea definiscono l’operazione prematura e controproducente… ma quanto dovrebbero attendere i palestinesi per vivere senza la paura di essere attaccati? Tutti A conferma dell’importanza della decisione dell’Unesco le parole del ministro degli esteri Riyad Al Maliki: “Questo è davvero un momento storico che suggerisce alla Palestina alcuni dei suoi diritti”. Ancora una volta, quindi, l’arte (e con essa l’educazione, la scienza, la cultura) diventa uno strumento per raggiungere obiettivi di pace.
 
Fonte: http://www.laperfettaletizia.com/2011/11/la-terra-palestinese-diventa-patrimonio.html

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