| Il made in Cina ci ha massacrati. Era meglio prima quando i prodotti erano quasi tutti Made in Italy e non made in Cina, così da massacrare la nostra economia. La colpa è anche di una mancanza di visione e prospettive future dell'imprenditoria Italiana, a Prato una voglia di fare rapido profitto ha regalato le armi ed i mezzi all'imprenditoria cinese così da prendere il potere sul mercato, di fronte ad un progressivo arretramento della classe media made in Italy, e purtroppo determinati settori tradizionali legati al tessile e al manifatturiero made in italy sono morti per sempre, insieme ad una qualità riconosciuta a livello mondiale garanzia per il consumatore (non più presente). L'imprenditore italiano ha venduto ad un buon prezzo prima (ora è costretto a svendere da una crisi devastante) macchinari, licenze ed intelligenza, per un rapido e non faticoso profitto, (e ora si trova senza alcuna prospettiva) a imprenditori made in Cina che con sacrifici fortissimi, moltissimi casi con irregolarità gravi e palesi, senza il pagamento delle imposte sono progressivamente avanzati sul mercato diventando potenza commerciale assoluta (attuando pratiche anche di sfruttamento ai lavoratori loro connazionali, vendendo merce non in regola ed immersi nell'evasione fiscale, aiutati da un assenza di controlli capillari). Ora a Prato come in altre realtà la nostra classe media paga l'egoismo e la mancanza di visione futura ovviamente non aiutata dalle istituzioni competenti sempre più latitanti ed inermi. Il futuro dei nostri distretti industriali, come per le garanzie per i consumatori relative alla qualità dei prodotti e ancor più cupo del presente, nella previsione di scenari di disindustrializzazione progressiva. Andrea Mion Associazione Toscana a Difesa dei Consumatori Fonte: Il Tirreno Prato |
Sono il Presidente Nazionale del "Movimento Monarchici". Il mio cell è 3473420868 La mia mail è mauromazzoni57@gmail.com Siamo anche su Facebook, basta cercare Mauro Mazzoni
domenica 27 novembre 2011
La morte dei distretti tessili
sabato 26 novembre 2011
In stato vegetativo per 23 anni, si sveglia : Ero consapevole di tutto.
In un articolo pubblicato esattamente due anni fa, 23 novembre 2009, sul quotidiano britannico “The Telegraph”, viene raccontata l’incredibile storia di Rom Houbens, creduto in stato vegetativo per ventitre anni.
Nel 1983, quando aveva vent’anni, Rom è rimasto coinvolto in un grave incidente stradale. All’ospedale di Zolder, Belgio, il personale medico ritenne il giovane in stato di coma profondo. Va precisato che, per inquadrare la situazione del paziente, si ricorse alla GCS, o Glasgow Coma Scale, un utile parametro diagnostico che si basa su tre tipi di risposta agli stimoli: oculare, verbale e motoria. Purtroppo, nel corso degli anni, questo esame ha dato sempre un esito di falso positivo. Così Rom ha sofferto in silenzio, incapace di esprimere il suo dolore: totalmente paralizzato, ma consapevole di tutto quello che accadeva intorno a lui.
Nel 2006, l’Università di Liegi ha riesaminato il caso e, tramite l’utilizzo di tecnologie avanzate per lo scanning encefalico, ha messo in luce l’effettiva condizione del paziente. Grazie ad un sofisticato dispositivo informatico, oggi Rom può comunicare con gli altri. Fin dal 1983 poteva capire perfettamente quello che dicevano i medici sulle sue condizioni. Steven Laureys, il neurologo dell’Università di Liegi che ha avuto in cura Houbens, ha pubblicato uno studio in cui sostiene che spesso le diagnosi di stato vegetativo sono mal formulate. «Nella sola Germania» – afferma Laureys – «circa 100.000 persone ogni anno subiscono gravi lesioni cerebrali di natura traumatica. In circa 20.000 casi segue un coma di almeno tre settimane, con tre esiti diversi: la morte, il recupero dello stato di salute ed una condizione intermedia che interessa fino a cinquemila pazienti l’anno». Questa terza situazione, secondo il clinico belga, dovrebbe essere accuratamente esaminata: il rischio di commettere gravi errori di valutazione è, infatti, alto.
A Laureys ha risposto Giancarlo Comi, direttore del dipartimento di neurologia dell’Università Vita e Salute San Raffaele di Milano e presidente eletto della Società Italiana di Neurologia. Dalle colonne del “Corriere della Sera”, ha spiegato che «oggi ci si sarebbe potuti accorgere con certezza che l’uomo era cosciente». L’intervento del Dott. Comi, comunque, non cancella l’allarme lanciato da Laureys. Egli, infatti, mettendo in discussione l’affidabilità della GSC, apre nuovi scenari sull’iter diagnostico del paziente in stato vegetativo. Se le moderne tecnologie di imaging assicurano la differenziazione tra la sindrome “Locked in” – quella di cui è affetto Houbens – e lo stato vegetativo, non è ancora possibile valutare la gravità del quadro clinico. La caratteristica più evidente del danno cerebrale è, infatti, l’alterazione di coscienza, ma non per forza un’alterazione di coscienza corrisponde fedelmente all’entità del danno anatomico cerebrale. Laureys, mettendo in discussione l’affidabilità della GSC, altro non fa che sconsigliarne l’esclusivo utilizzo ai fini della diagnosi. Inoltre, dal caso Houben si è originata una ricerca pubblicata su “The New England Journal of Medicine“ nella quale si evidenzia la presenza di attività cerebrale minima anche negli stati vegetativi cosiddetti “persistenti”.
Alla luce di queste riflessioni, è evidente che non siamo in grado di inquadrare con precisione un paziente in stato vegetativo persistente. Questo è un aspetto fondamentale quando si valutano tutti quei casi difficilmente diagnosticabili, quel numero sempre maggiore di Terri Schiavo ed Eluana Englaro per le quali “staccare la spina” sembra per alcuni essere la soluzione più semplice, anche se in realtà è molto probabilmente la più spietata.
Filippo Chelli
Fonte : http://www.laperfettaletizia.com/2011/11/in-stato-vegetativo-per-23-anni-si.html
Nel 1983, quando aveva vent’anni, Rom è rimasto coinvolto in un grave incidente stradale. All’ospedale di Zolder, Belgio, il personale medico ritenne il giovane in stato di coma profondo. Va precisato che, per inquadrare la situazione del paziente, si ricorse alla GCS, o Glasgow Coma Scale, un utile parametro diagnostico che si basa su tre tipi di risposta agli stimoli: oculare, verbale e motoria. Purtroppo, nel corso degli anni, questo esame ha dato sempre un esito di falso positivo. Così Rom ha sofferto in silenzio, incapace di esprimere il suo dolore: totalmente paralizzato, ma consapevole di tutto quello che accadeva intorno a lui.Nel 2006, l’Università di Liegi ha riesaminato il caso e, tramite l’utilizzo di tecnologie avanzate per lo scanning encefalico, ha messo in luce l’effettiva condizione del paziente. Grazie ad un sofisticato dispositivo informatico, oggi Rom può comunicare con gli altri. Fin dal 1983 poteva capire perfettamente quello che dicevano i medici sulle sue condizioni. Steven Laureys, il neurologo dell’Università di Liegi che ha avuto in cura Houbens, ha pubblicato uno studio in cui sostiene che spesso le diagnosi di stato vegetativo sono mal formulate. «Nella sola Germania» – afferma Laureys – «circa 100.000 persone ogni anno subiscono gravi lesioni cerebrali di natura traumatica. In circa 20.000 casi segue un coma di almeno tre settimane, con tre esiti diversi: la morte, il recupero dello stato di salute ed una condizione intermedia che interessa fino a cinquemila pazienti l’anno». Questa terza situazione, secondo il clinico belga, dovrebbe essere accuratamente esaminata: il rischio di commettere gravi errori di valutazione è, infatti, alto.
A Laureys ha risposto Giancarlo Comi, direttore del dipartimento di neurologia dell’Università Vita e Salute San Raffaele di Milano e presidente eletto della Società Italiana di Neurologia. Dalle colonne del “Corriere della Sera”, ha spiegato che «oggi ci si sarebbe potuti accorgere con certezza che l’uomo era cosciente». L’intervento del Dott. Comi, comunque, non cancella l’allarme lanciato da Laureys. Egli, infatti, mettendo in discussione l’affidabilità della GSC, apre nuovi scenari sull’iter diagnostico del paziente in stato vegetativo. Se le moderne tecnologie di imaging assicurano la differenziazione tra la sindrome “Locked in” – quella di cui è affetto Houbens – e lo stato vegetativo, non è ancora possibile valutare la gravità del quadro clinico. La caratteristica più evidente del danno cerebrale è, infatti, l’alterazione di coscienza, ma non per forza un’alterazione di coscienza corrisponde fedelmente all’entità del danno anatomico cerebrale. Laureys, mettendo in discussione l’affidabilità della GSC, altro non fa che sconsigliarne l’esclusivo utilizzo ai fini della diagnosi. Inoltre, dal caso Houben si è originata una ricerca pubblicata su “The New England Journal of Medicine“ nella quale si evidenzia la presenza di attività cerebrale minima anche negli stati vegetativi cosiddetti “persistenti”.
Alla luce di queste riflessioni, è evidente che non siamo in grado di inquadrare con precisione un paziente in stato vegetativo persistente. Questo è un aspetto fondamentale quando si valutano tutti quei casi difficilmente diagnosticabili, quel numero sempre maggiore di Terri Schiavo ed Eluana Englaro per le quali “staccare la spina” sembra per alcuni essere la soluzione più semplice, anche se in realtà è molto probabilmente la più spietata.
Filippo Chelli
Fonte : http://www.laperfettaletizia.com/2011/11/in-stato-vegetativo-per-23-anni-si.html
mercoledì 23 novembre 2011
Celebrazione Quarantennale Thule
Cari amici, siamo lieti di invitarvi al Quarantennale Thule che si celebrerà Giovedi 24 Novembre ore 17:00, nella Sala Martorana di Palazzo Comitini (Via Maqueda 100, Palermo), gentilmente concessa, con il Patrocinio Morale della Presidenza della Provincia Regionale di Palermo. Per consultare l'articolo pubblicato sul Secolo d'Italia visitate www.tommasoromano.it
Fonte: Partito Tradizional Popolare
martedì 22 novembre 2011
Lettera aperta del segretario federale.
20/11/2011
Lettera aperta del segretario federale ai militanti, agli iscritti, ai simpatizzanti e a tutti coloro che seguono con attenzione la nostra attività. Cari amici vi scrivo questa nota perchè riteniamo che dopo la nascita del governo Monti sia indispensabile, chiarire la mia posizione rispetto a questa operazione spregiudicata di commissariamento della sovranità del popolo italiano.
Punto primo: questo governo è l’espressione dei poteri forti, delle banche, della finanza in concorso con potenze straniere che hanno determinato la caduta rovinosa della precendente compagine governativa. Ritengo però che le personalità presenti abbiano profili sia culturali che tecnici molto elevati ma proprio per questo giudicheremo tutti dagli atti concreti di governo. Comunque nutro poche speranze, viste le anticipazioni, come ad esempio quella sulla smaterializzazione della moneta, che verrebbe introdotta per ridurre l’evasione fiscale, rendendo impossibile i pagamenti con moneta reale e obbligandoci all’utilizzo esclusivo di quella elettronica. Questo sistema sarebbe tutto a vantaggio delle banche che incasserebbero utili enormi dal servizio reso dalla movimentazione dei capitali e contestualmente controllerebbero non solo tutti i flussi di denaro, ma anche le nostre preferenze negli acquisti, insomma un grande fratello che ci osserverebbe sempre.
Ma tutto questo sarebbe una mannaia per le tante persone che non hanno un conto corrente su cui operare e che sarebbero costrette ad aprirne uno certamente non a costo zero.
Punto secondo: La leggittimazione che il Governo ha ricevuto dal PDL e dalle altre forze politiche, tranne la coraggiosa Lega Nord, con le vuote parole sul potere di controllo del Parlamento che abbiamo udito ieri, è una messa in scena che nasconde il dramma che il popolo italiano vivrà nei prossimi tempi: l’espoliazione sistematica delle proprietà delle persone a vantaggio delle lobbies internazionaliste, l’erosione di massa del tessuto sociale, la persecuzione vessatoria da parte di uno stato sempre più giacobino ed esattore indifferente ai problemi delle famiglie e delle persone che rischia di impedire qualsiasi forma di dissenso civile e non violento.
Ma quel che è peggio è l’avallo, anzi la compartecipazione di gran parte delle gerarchie ecclesiastiche alla nasciata e al battesimo di quello che rischia di essere un Leviatano che oggi manifesta la faccia meno aggressiva possibile, quella di Monti. Ci ha stupiti, ma non troppo, come ci si sia affrettati a benedirlo e a rallegrarsi che il nostro Popolo sia stato consegnato, senza nemmeno l’onore delle armi ai suoi aguzzini: le banche e la finanza internazionale.
Terzo: Ieri è finita la cosidetta alternativa liberale del centro destra berlusconiano, che ha dimostrato il proprio fallimento, culturale e politico. Il progetto del centro destra era nato per liberare gli italiani dalla burocrazia e da uno stato centralista, con il suo voto il PDL ha deliberatamente offerto su un piatto d’argento la testa degli italiani al potere accentratore delle possibili lobies economiche mondialiste, che sembra che si si nascondano dietro l’aspetto “sobrio” di Monti.
Questa è la sconfitta di Berlusconi e del berlusconismo, frutto della incapacità e della inanità dimostrata in questi anni, di una intera classe pseudodirigente inventata, senza qualità e senza coraggio, che ha abbandonanto, semmai l’avesse avuto, il senso del fare politica e la ricerca del bene comune.
Notiamo comunque che alcuni nonostante tutto, hanno deciso di rimanere alternativi e liberi a quello che si prospetta come sistema, Antonio Martino e Marcello De Angelis o come il tanto deriso e osteggiato Scilipoti, che non hanno voluto leggittimare col proprio voto il governo nella sua fase della votazione per la fiducia, se ci riflettiamo un momento circa 1% dei parlamentari ha avuto questo sussulto di dignità.
E’ un fatto che il 30 gennaio 2011 abbiamo fondato il Partito Tradizional Popolare per costruire un ancoraggio ai veri valori, visto che la nave Italia stava andando alla deriva, guardando ai contenuti della politica che vedevamo abbandonati dai partiti nazionali, Pdl compreso.
Il nostro viaggio, iniziato tanti anni fà, è continuato nel nome della Tradizione e del Popolo ed in tal senso abbiamo proseguito la marcia, incontrando nel frattempo tutti gli interlocutori che vedevano interessati alla nostre idee.
Con questo spirito il 16 giugno abbiamo lanciato a Palermo la “Costituente per il Sud” con la partecipazione del rappresentante di Forza del Sud l’assessore Pietro Vazzana, di Noi Sud l’onorevole Tony Rizzotto e di Io Sud rappresentato dalla senatrice Adriana Poli Bortone buttando le basi per un possibile progetto di convergenza meridionalista senza cedimenti nè culturali nè di azione alla pratica di subalternità che il sud ancora sconta dopo 150 di presunta unità.
Sempre nell’ambito di questa aggregazione, di cui abbiamo anche suggerito il nome “Grande Sud”, siamo intervenuti, ufficialmente invitati, alla contention di presentazione a Bari il 14 luglio, nella quale l’intervento del presidente Tommaso Romano è stato il più applaudito e culturalmente più elevato, come hanno sottolineato quasi tutti, che ha indicato quale doveva essere il percorso e la direttrice di questo movimento politico che si proponeva di essere la casa madre dei meridionalisti meridionalista. Ma dopo questa fiamma di ammirazione per le nostre idee è calato inspiegabilmente il silenzio: gli interlocutori si sono come dileguati forse per la radicale alternativa da noi proposta rispetto alle egemonie dominanti! E quel fronte a quattro si è prima ridotto a tre, Io Sud Forza del Sud e Noi Sud e poi a due Io Sud e Forza del Sud divenendo..... il “Grande Sud”! Sino all’ultima intervista a Gianfranco Miccichè uscita sulla “Stampa” il 17 Novembre 2011 nella quale testualmente definiva “bellissimo” il governo di Mario Monti e dichiarando di fidarsi del ministro Barca sia per conoscenza personale, e su questo non si sarebbe niente da dire se uno è bravo è bravo, che perchè è un “supercomunista” citazione testuale. Bene, sentiamo il dovere, verso noi stessi e la nostra storia di dire che se queste sono le posizioni politiche di un “Grande Sud”, stigmatizziamo come sideralmente lontane dal nostro sentire atteso anche il fatto che il governo non ha rappresentanti del sud. Purtroppo, noi sian fatti così, coerenti e caparbi nella manifestazione delle idee per cui militiamo da sempre nella destra tadizionalista.
Intanto abbiamo risposto positivamente all’invito rivoltoci da Alleanza Monarchica della Toscana, nella persona del vice segretario regionale Mauro Mazzoni, partecipando alla conferenza programmatica “La Tradizone nel Terzo Millennio” che si è tenuta a Lucca il 1° ottobre, insieme ai movimenti tradiziolisti, cattolici ed identitari, con la prospettiva di costituire un fronte di azione comune sul piano politico e culturale.
Positivo è stato l’incontro con il Presidente del Palermo Calcio Maurizio Zamparini, che fin da subito ci ha voluto incontrare manifestandoci interesse per il nostro progetto e lavoro politico. Nel frattempo ci ha reso partecipi della sua idea di fondare il Movimento per la Gente al cui battesimo sono stato presente e relatore. Un movimento di opinione che mi è apparso popolare e orizzontale, antistatalista e libertario in cui le persone esprimono i loro veri sentimenti di comunità. Del presidente Maurizio Zamparini conosciamo tutti il suo lato pubblico che non contrasta per niente con il tratto privato, il personaggio è autentico, sanguigno, vulcanico e senza fronzoli vanesii, animato da buoni propositi, che noi seguiamo con interesse ed animo aperto ma anche con spirito riflessivo.
Nel frattempo, come tutti sanno, Berlusconi il 12 novembre ha dato le dimissioni da capo del Governo Italiano e noi come partito ci siamo schierati immediatamente per le elzioni subito, per dare di nuovo la voce al Popolo risparmiandogli la penosa immagine di una politica fatta di collatelarismi poltronisti, tipici dei regimi plutocratici, in cui si ricerca solo l’utlie personale e il compromesso ad ogni costo.
Alla Lega va riconosciuto il coraggio di dire no e di essersi schierata, unica forza politica, senza infingimenti per le elezioni anticipate. Un ulteriore segnale positivo viene dai movimenti spontanei degli studenti e le formazioni politiche antagoniste sia di destra (importante il contributo di autentica militanza tradizionalista del Principe Lillio Sforza Ruspoli e di Militia Christi) che di sinistra a cui va il merito storico di opporsi, come noi, contro quello che potrebbe essere un mostro dalle cento teste, dai mille occhi e dai diecimila orecchi, ma che io ritengo non essere imbattibile malgrado la nostra posizione decisamente minoritaria.
Nel contempo rilevo l’assoluto servilismo conformista di tutti i media che fanno a gara a lodare Monti ed i suoi ministri senza nemmeno aspettare che abbiano preso possesso dei rispettivi uffici.
Inoltre mi chiedo, nonostante i tanti rettori dell’Università Cattolica, come mai ci sia, almeno da quello che si legge, una particolare avversione verso la proprietà privata e la stabilità della famiglia, nessun provvedimento in cantiere contro i privileggi dei grandi burocrati dello Stato e a favore dell’occupazione, nemmeno una parola sull’atteggiamento di Francia e Germania nei confronti dell’Italia. E delle vaghe idee sul merito per quel che riguarda i docenti delle scuole che dovrebbero essere valutati non si capisce da chi, forse da qualche tecnocrate al soldo della finanza?
Ritengo che una sana politica protezionista sia da preferire a tutte le pratiche globaliste.
Insomma ci sono tutte le premesse perchè si realizzi il progetto culturale e politico di un governo espressione di un’Europa padroneggiata da Francia e Germania che realizzi nella sua essenza l’idea Fichtiana della superiorità tedesca sul vecchio continente. Infatti il modello di educazione di cui si fa portatore Fichte, che ancora resiste nel cuore dei tedeschi, consiste in un compito affidato a questo popolo, ritenuto dal filosofo l'unico, tra tutti gli europei, ad aver conservato intatte le sue caratteristiche nazionali originarie e naturali ritenendolo l’unico leggittimo pretendente alla guida dell’Europa.
Unitamente a ciò viaggia di pari passo l’idea della Repubblica Universale, governata da pochi “illuminati” e sempre dello stesso autore l’affermazione secondo la quale “Il fine supremo ed ultimo della società è la completa unità e l'intimo consentimento di tutti i suoi membri”dalle Lezioni sulla missione del dotto, 1794. In Italia l’epigono di queste posizioni è l’osannato Giuseppe Mazzini con la sua Repubblica universale.
Ecco cari amici come penso di avere evidenziato il mistero del centralismo europeista! Comunque una delle note positive, in questi giorni, viene dal Regno Unito, e precisamente dal copresidente del gruppo Europa della Libertà e della Democrazia al Parlamento Europeo l’onorevole Nigel Farage leader del Partito per l'Indipendenza del Regno Unito, che il 16 Novembre scorso durante una seduta dell’assemblea di Bruxelles ha denunciato il fallimento dell’euro, il progetto di egemonia germanica, l’attacco alla sovranità della Gracia e dell’Italia, come vedete le nostre posizioni sono convergenti con le formazione politiche anche di oltre manica e di altre nazioni.
Nei momenti di crisi ci sono sempre segnali inattesi e positivi, pertanto occorre lavorare per una piattaforma popolare, legata profondamente alla tradizione cristiana, covergente con coloro che condividono questa impostazione.
Apriamo a tutti, anche in vista dei prossimi appuntamenti elettorali, a cominciare dalle comunali di Palermo, senza illusioni e senza velletarismi, ma con quel realismo che contraddistingue al nostra libera testimonianza.
Cari amici questa è la mia posizione personale, condivisa intanto dal nostro presidente Tommaso Romano, e non attualmente dall’intero partito, e pertanto vi chiedo pareri anche tramite email per sviluppare un libero confronto.
Il segretario federale
Prof.Ing. Nino Sala
Fonte: Partito Tradizional Popolare
sabato 19 novembre 2011
Nigeria, il sangue dei cristiani
L’Africa, per esempio, è un territorio oggi costellato di queste barriere invisibili che, come fossero fendenti, riempiono di ferite mortali il “continente nero”. Va obiettivamente riconosciuto che da parte dei media occidentali vengono applicate delle categorie ai morti, di serie A e di serie B, e che quelle morti che derivano da cause belliche nei Paesi del Terzo Mondo appartengono a questa seconda, meno importante categoria. Indicativo in tal senso che negli ultimi giorni la Nigeria sia stata teatro di violenti scontri armati che hanno provocato circa 150 vittime. Il tutto, nell’indifferenza o quasi del mondo occidentale. L’individualismo sfrenato e bigotto su cui si fonda la società in cui noi viviamo conosce il fanatismo religioso soltanto quando lede i nostri interessi colpendo con attentati terroristici la quiete del “way of life” globale. Eppure, là dove queste espressioni di odio si sedimentano e si manifestano con una certa frequenza (ovvero, dove sono diffuse povertà e disgregazione sociale) i riflettori dei media non si accendono mai se non per emettere luce fioca. Forse, perché una causa dei mali che affliggono certi luoghi ha l’origine in casa nostra, precisamente nelle sedi di multinazionali che fanno affari d’oro nel Terzo Mondo, grazie all’appoggio di governi corrotti e gravando sulla pelle dei suoi indigenti abitanti.
E’ in un contesto di disagio di cui è complice dunque anche l’Occidente che Boko Haram (movimento islamico nato nel 2002, letteralmente “l’educazione occidentale è peccato”) prolifera e ha provocato le stragi degli scorsi giorni contro le comunità cristiane. Questi sanguinari attentati si inseriscono in un contesto di 160 milioni di abitanti, qual è quello nigeriano, sempre più ferocemente diviso da un nord a maggioranza musulmana ed un sud a maggioranza cristiana. Di recente in Nigeria un evento ha generato un crescente malessere nella popolazione settentrionale del Paese, ovvero la rielezione del presidente Goodkuck Jonathan, cristiano e originario del Delta del Niger. Il malessere si è presto trasformato in violenza efferata: attentati e scorribande hanno trovato il loro apice lo scorso 4 novembre, quando i militanti di Boko Haram hanno dapprima fatto esplodere sei bombe a Maidugiri, capitale della regione del Borno, poi sono scesi in strada ed hanno aperto il fuoco contro le forze dell’ordine. La notte successiva, a Damaturu, nel confinante Stato di Yobe, i militanti dello stesso movimento si sono accaniti con inaudita ferocia contro stazioni di polizia e chiese cristiane.
Purtroppo, la violenza in Nigeria è una costante che ogni anno provoca migliaia di morti e danni materiali per milioni di dollari. Il reclutamento di giovani da avviare al martirio è una formalità per i vertici di Boko Haram, avviene nei territori più degradati del Paese, dove monta la frustrazione e la violenza è vista come un’opportunità di riscatto sociale. L’ignoranza e le divisioni interne al Paese alimentano poi l’odio interreligioso, distogliendo la popolazione dalle reali cause della desolazione in cui versa la Nigeria. Nel tacito silenzio di un Occidente complice, i muri invisibili che costellano l’Africa continuano a mietere vittime e a provocare ondate di migranti pronti a farsi schiavizzare nell’avido Nord del mondo. Inoltre, questi dissestati territori diventano un laboratorio di odio e terrorismo religioso che – chissà – un domani potrebbe scatenare i suoi terribili effetti anche altrove.
Asi 9 novembre 2011
Fonte: http://www.associazionelatorre.com/2011/11/nigeria-il-sangue-dei-cristiani/
La festa di Cristo Re
![]() |
| http://www.atfp.it/ |
di Plinio Corrêa de Oliveira

Le verità insegnate da Sua Santità nell'enciclica Quas primas dell'11 dicembre 1925, non fanno altro che riproporre ciò che la Chiesa ha sempre insegnato e praticato.
In pieno secolo XX, Pio XI ha ribadito la tradizione tracciata dalla Chiesa sin dall'epoca in cui Papa Leone III incoronò Carlo Magno imperatore d'Occidente, e reiterata mille anni dopo quando Papa Leone XIII insegnava nell'enciclica Immortale Dei che gli Stati hanno l'obbligo di rendere un culto pubblico a Dio in onore della sua sovranità universale.
Ma il nostro tempo, dominato dal laicismo, non riesce a riconoscere le prerogative regali di Nostro Signore Gesù Cristo. Ecco la sorgente di tutti i mali che affliggono la società moderna: la pretesa di organizzare la vita individuale e sociale come se non esistesse questa sovranità e, in pratica, in opposizione formale ad essa.
È questa la grande apostasia dei nostri tempi, che ha prodotto frutti amari di orgoglio e di egoismo, invece di quelli dolci della carità e dell'amore di Dio e del prossimo; un'apostasia che ha provocato l'invidia tra gli individui, l'odio tra le classi, la rivalità tra le nazioni.
Ecco perché il mondo moderno accoglie la voce di un Nietzsche, che deifica il "superuomo" in un parossismo di orgoglio; accoglie la predicazione di un Marx, che scaglia le classi sociali l'una contro l'altra; accoglie la parola di un folle come Rosenberg, che esalta una supposta razza pura dei tedeschi.
Gli ammonimenti di Pio XI nell'istituire la solennità di Cristo Re assumono dunque una grande attualità. Solo l'azione cattolica nel sociale sarà capace di porre rimedio ai mali della nostra epoca, facendo sì che Cristo regni nella società.
(Pubblicato in «O Legionário», no. 269, 31 ottobre 1937)
venerdì 18 novembre 2011
Meno tasse, meno stato, piu' liberta' !

Sabato 26 novembre dalle 14.30 prima manifestazione nazionale di tutti i Tea Party italiani contro l'invasione dello stato nella vita dei cittadini, contro un fisco oppressivo e una politica incapace di agire per il bene del paese. Insieme a molti movimenti e associazioni liberali scendiamo in piazza per chiedere a gran voce delle coraggiose riforme liberali!
Vogliamo ribadire il nostro no ad ulteriori tasse: no all'IVA al 21%, no alla patrimoniale, no all'ici e ai prelievi forzosi dal conto corrente. Monti si va a insediare al governo e ancora non ha chiarito questo punto determinante: vuole rilanciare il paese tagliando la spesa, le tasse e liberalizzando o lo vuole fare prosciugando i risparmi degli italiani?
Saranno con noi anche ospiti autorevoli, fra cui: Carlo Lottieri, Carlo Stagnaro, Adriano Teso, Alessandro De Nicola, Giancarlo Pagliarini, Marco Respinti e molti altri ancora.
Info:Vogliamo ribadire il nostro no ad ulteriori tasse: no all'IVA al 21%, no alla patrimoniale, no all'ici e ai prelievi forzosi dal conto corrente. Monti si va a insediare al governo e ancora non ha chiarito questo punto determinante: vuole rilanciare il paese tagliando la spesa, le tasse e liberalizzando o lo vuole fare prosciugando i risparmi degli italiani?
Saranno con noi anche ospiti autorevoli, fra cui: Carlo Lottieri, Carlo Stagnaro, Adriano Teso, Alessandro De Nicola, Giancarlo Pagliarini, Marco Respinti e molti altri ancora.
Giacomo ZuccoPortavoce Nazionale
329.7717158
giacomo.zucco@teapartyitalia.itCLICCA SULL'EVENTO SU FACEBOOK
Fonte: Tea Party Italia
Iscriviti a:
Post (Atom)

